Cosa visitare - Proloco Piverone

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Cosa visitare

Turismo
Storia
Fu abitato, così come il vicino Viverone, già da tempi preistorici; oltre i resti di insediamenti a ridosso di Anzasco, furono trovati altri reperti dell'età del bronzo (2000-1200 a.C.) anche nell'entroterra. Curiosamente, l'origine del toponimo Piverone non ha nulla a che vedere con l'assonante e adiacente Viverone. L'ipotesi più probabile è quella del nome di un prediale romano del IV secolo circa che, avendo un carattere vivace, "pepato" appunto, fu soprannominato Pipero, da cui il nome di una antica Villa Piperonis, oggi inesistente. Un documento del XVII secolo afferma inoltre che il borgo di Peveronis aveva, come simbolo araldico, un albero di pepe. Tuttavia, non avendo traccia disegnata, nel 1926 fu scelto, come stemma di Piverone, la croce sabauda.
Nel X-XI secolo circa, i primi insediamenti di monaci nel territorio. Di questo periodo, è importante citare la "Chiesetta del Gesiùn", della quale abbiamo dei resti in stile romanico canavesano ancora apprezzabili presso località Livione. Probabilmente, dello stesso periodo, l'impianto pre-esistente dell'edificio votivo alla Madonna con Bambino di Unzasco (Lido di Anzasco), sulle rive occidentali del Lago (e poi diventata Santa Maria de Ursacio e Santa Maria delle Grazie).
Nel XIII secolo, si hanno notizie del Podestà di Vercelli Pruino degli Incoardi che cede il territorio ai consoli feudatari Brulino e Raimondo da Livione, Raimondo da Anzasco, Giovanni del Platola da Palazzo e Albertino del Monte. I consoli vercellesi fortificarono il paese con un bastione in stile romanico a tre torri, in previsione di espandersi verso la vicina Eporedia. Una delle tre torri (la torre-orologio municipale, d'ingresso al borgo) è rimasta in buono stato, mentre le altre due sono parecchio degradate. Dello stesso periodo è la chiesetta romanica di San Pietro di Subloco, di cui oggi non rimane che il campanile.
A partire dal XV secolo, Piverone diventa l'ultima roccaforte territoriale protetta a nord-est del Ducato di Savoia, attraverso i nobili De Marchi, assoggettati a Ludovico di Savoia. Agli inizi del XVIII secolo, il paese fu poi meta di villeggiatura di Madama Giovanna Battista di Savoia-Nemours, moglie del duca Carlo Emanuele II. Il territorio fu successivamente conteso per l'amministrazione turistica del Lago di Viverone, delle cui rive occidentali Piverone, sotto la Provincia di Torino, rimarrà proprietario per 1/6 (frazione Anzasco e località Bancassa-Maresco).

Edifici di rilievo
  • Antico ricetto di cui si sono conservate la torre di accesso al borgo (torre-orologio) e le torre d'angolo Nord-Est delle mura, del XIII secolo
  • Chiesetta del Gesiùn, ruderi dell'antica chiesa di località Livione, risalente al X secolo
  • Campanile romanico di San Pietro di Subloco, risalente al X secolo
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Lorenzo

Via Francigena
Il comune e l'abitato si trovano sul tracciato della Via Francigena, variante canavesana, proveniente da Palazzo Canavese e che si dirige successivamente verso Viverone

(fonte: Wikipedia)
 
Torre Angolo Nord Est
 
Torre dell'Orologio
 
Chiesa Parrocchiale
 
Chiesetta del Gesiùn
 
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